News
R.I.T.A. AL III CONGRESSO INTERNAZIONALE ITF
Nella splendida cornice di Parkstead House, villa settecentesca immersa nella campagna londinese nei pressi di Roehampton, si è tenuto, dal 10 al 12 settembre, dopo un attesa di quattro anni, il terzo congresso TST (Tennis-Science-Technology) organizzato dall’ITF. L’evento ha visto la partecipazione di circa 100 delegati provenienti da oltre 15 paesi e quasi 50 presentazioni suddivise in tre aree: Equipment, Game e Sport Science.
Anche in questa edizione, come nel 2003, R.I.T.A era presente, con tre delegati (uno del nord, uno del centro ed uno del sud), e due presentazioni tenute da Michele Pisaturo (Analysis of the intervention of sensorial channels in the sport of tennis) e Fabio Rubens Serpiello (Multivariate allometric scaling of serve performance in professional tennis players: a gender comparison), a rappresentare i due terzi degli interventi di relatori provenienti dall’Italia ed a sottolineare l’attitudine costante di R.I.T.A. verso la ricerca applicata.
In un congresso di livello scientifico medio e molto indirizzato verso la tecnologia applicata ai materiali (superfici, racchette, palline) non sono mancati però spunti interessanti sul versante della scienza applicata al tennis, a cominciare proprio dai due articoli presentati dalla nostra associazione che hanno avuto un buon riscontro, come hanno dimostrato le numerose domande rivolte ai relatori al termine delle rispettive sessioni.
Tra le molte sessioni dei tre giorni di congresso ci sentiamo di citare brevemente alcune delle relazioni che secondo noi possono dar luogo a riflessioni interessanti.
Eric Gillet, dell’Università di Rouen (Francia) ha presentato uno studio sull’analisi della coordinazione spazio-temporale durante la risposta al servizio, la quale può aiutare a comprendere meglio i diversi “stili” di risposta in relazione all’avversario ed alla superficie (Spatio-temporal coordination in serve return: a pilot study)
Un’altra discussione interessante è nata dalla relazione proposta da Daniella Strass, dell’Università di Leeds, che ha provato a fare un po’ di chiarezza su un tema molto importante quale l’analisi delle forze derivate dall’impatto del piede sulle diverse superfici di gioco. Uno studio accurato di questi fenomeni può essere utile sia per il miglioramento delle scarpe da gioco che per la prevenzioni degli infortuni che possono scaturire dal cambio di superficie (Impact forces experienced durino tennis specific movements performed on the 3 Grand Slam court surfaces)
Unica relazione fuori dalle tematiche ricorrenti del congresso, quella presentata da Aleksandra Broda e Piotr Unierzyski riguardante il ruolo che può giocare il tennis in carrozzina nella riabilitazione dei disabili. Molto apprezzata. (Role of wheelchair tennis in occupational rehabilitation)
Anche dall’altra rappresentante italiana, Martina Camorani, dell’Università degli Studi di Bologna, è emersa una discussione interessante. La presentazione riguardava l’analisi biomeccanica del servizio effettuata con un sistema video di costo relativamente contenuto, con l’idea di fornire uno strumento di analisi accessibile da parte di molti tecnici (Evaluation of the ball/racket impact in the tennis serve and analysis of body segment positions).
Da citare anche le relazioni presentate da un equipe dell’Università di Poznan (Polonia), riguardanti le scelte tattiche dei giocatori pro e degli junior. Nonostante le conclusioni portate dai relatori non ci trovino completamente d’accordo, crediamo che da questo tipo di lavori possano emergere considerazioni importanti per l’analisi delle scelte tattiche durante la gara.
Infine ci sembra giusto citare la presentazione del prof. Steve Haake riguardante l’evoluzione delle racchette ed il suo effetto sulla velocità di servizio. Oltre che alla qualità del lavoro, crediamo che sia da apprezzare la persona ed il modo in cui ha saputo esporre i concetti.


